Italia, Venezia

Maschere e bacari a Venezia

Carnevale di Venezia

07/02/2016

Maschere e bacari a Venezia

VENEZIA

Curioso il moderno Carnevale di Venezia. Delle tradizionali maschere veneziane come il siediaro, il mattaccino, la gnaga, il lacchè, brighella e buranello non vi è traccia tra calli e campielli.

Maschere Venezia
Maschere e bacari

Al loro posto nuove maschere contemporanee. Le incontri all’alba sotto gli archi di San Marco. Poche quelle veneziane, a giudicare dall’ accento teutone. Potenza di questo carnevale moderno. Bauta e tabarro rimangono confinati nelle botteghe dei mascherai, quegli artigiani della maschera, custodi dell’ antico carnevale.

Si è appena consumato nella giornata del giovedi grasso l’antico rito di apertura: “il volo dell’Angelo poi divenuto “volo della Colombina”. Ma dai veneziani meglio conosciuto come lo ” svolo del turco”.

Venezia

L’ occasione migliore, che si rinnova di giorno in giorno, per socializzare a Venezia è quella di bere n’ombra de vin. Un caro amico venexiano mi conta un aneddoto sulle origini di questo abitudine. Anticamente, dice, era usanza degli ambulanti di Piazza San Marco posizionarsi sotto l’ombra del campanile e seguirne lo spostamento di ora in ora all’uopo di mantenere fresco il vino. L’usanza di andar per Bàcari oggi si è trasformata in un rituale.

N’ombra è il bicchiere di vino sorseggiato nelle osterie. Da qui nasce questo andare lento alla scoperta dei bacari. Verso i Tolentini nel sestiere di Santa Croce “ có un euro e meso te magni un panineto e n’ombra de vin” Questo è il motto di Lele e del suo minuscolo locale. Vino e ciacole fuori nella bella piazza della Chiesa di San Nicola che affaccia sul canale. Un luogo iconico nel cuore di Cannaregio nel sestiere Dorsoduro è il Paradiso Perduto. Pietanze della cucina tradizionale veneziana e palcoscenico dove ascoltare musica dal vivo.

Naso all’insù lungo la Riva degli Schiavoni.I foghi dall’Arsenale che fanno tremar Venezia fanno da corollario al programma di Bitacora.